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Quando le emozioni influenzano il corpo

Quando le emozioni influenzano il corpo

Che cos’è la Psicosomatica?

La psicosomatica è una branca della medicina molto affascinante perché ci permette di capire le relazione e le influenze reciproche tra corpo e psiche. Questa disciplina si occupa di disturbi organici che non rivelano una lesione anatomica o un difetto funzionale e la cui causa è di origine psicologica. Seguendo quest’ottica si supera il dualismo cartesiano che vedeva mente e corpo come due entità separate e si studia l’essere umano come un’ entità non divisibile .
A partire da Cartesio, la mente e il corpo non sono stati oggetto di studio di un’unica disciplina, la medicina si è occupata del corpo, mentre la religione e ultimamente la psicologia, si sono occupati dell’anima o psiche. Questa separazione negli anni ha rappresentato un forte ostacolo alla nostra conoscenza, e ha impoverito il nostro sapere sull’esistenza.
Nell’ottocento lo psichiatra britannico H. Maudsley affermava quanto fosse fondamentale una visione non separata della psiche dal corpo, perché le emozioni possono scatenare sintomi somatici, infatti riteneva che: “l’afflizione che non trova sbocco nelle lacrime fa piangere altri organi”. In questa affermazione si cela un importante verità, e cioè che alcuni disturbi somatici, quando non hanno a che fare con una causa organica, possono essere l’ espressione di un dolore che, non avendo trovato altro canale comunicativo, ha avuto la possibilità di esprimersi solo attraverso il corpo.
E’ risaputo, che Il pianto e le lacrime hanno una funzione sociale importante perché informano soprattutto l’ ambiente che stiamo male, e che abbiamo bisogno di sicurezze, di conforto e di consolazione.L’assenza di questo tipo di comunicazione emotiva può scatenare malattie psicosomatiche.

Spesso, per alcuni disturbi, si arriva a questo tipo di diagnosi dopo un tempo considerevole rispetto all’esordio della malattia, durante la quale vengono consultati molti medici ed eseguiti i numerosi accertamenti che finiscono per escludere una causa organica.
Tutto ciò aumenta lo stato di stress e di disagio della persona che non riesce a trovare la causa della propria sofferenza e, di conseguenza, a individuare le cure appropriate per intervenire sul sintomo. In alcuni casi ci si sente non capiti dai familiari e da amici , che tendono a sottovalutare le lamentele somatiche, non essendoci un responso medico che individui l’origine del problema.
Alcuni sintomi possono insorgere già nell’infanzia e nell’adolescenza: ad esempio i disturbi gastrointestinali, come mal di pancia, mal di stomaco e nausea, si manifestano spesso in coincidenza con l’ingresso a scuola, con il cambio di ciclo scolastico o in conseguenza di situazioni particolarmente dolorose per il bambino. In seguito a queste lamentele somatiche, i genitori si allertano e fanno eseguire ai propri figli visite mediche specialistiche, accertamenti e esami diagnostici, dai quali, in alcuni casi, non emerge alcuna causa organica.
Nei bambini uno dei sintomi molto frequenti è la nausea o il vomito prima di andare a scuola, spesso legata alla paura di un ‘interrogazione o a un cattivo rapporto con i coetanei. Questo tipo di problema è molto frequente soprattutto nei bambini che hanno difficoltà ad di esprimere il proprio disagio e a condividere verbalmente le preoccupazioni con le persone a loro più care. Evitare di pensare ai propri vissuti emotivi e di parlare di tutto ciò che ruota intorno a situazioni che creano tensione, può scatenare disturbi somatici.
Infatti, quando il dolore psicologico non si può esprimere, rischia di intaccare altri organi, dando origine al dolore fisico. In questo caso il “trauma” psichico non avendo possibilità di essere comunicato con le parole trova come unico canale di espressione il corpo.

Quali sono i più comuni disturbi psicosomatici ?

-Nell’apparato gastrointestinale: gastrite, reflusso esofageo, colite ulcerosa, ulcera peptica, stipsi , nausea.

-Nell’apparato cardiocircolatorio: tachicardia, aritmie, cardiopatia ischemica, sindrome vasovagale, ipertensione essenziale.

– Nell’apparato respiratorio: asma bronchiale, sindrome iperventilatoria

-Nel sistema muscolo scheletrico: cefalea tensiva, crampi muscolari, il torcicollo, la mialgia, l’artrite, dolori al rachide, cefalea nucale

-Nell’apparato urogenitale: irregolarità mestruali, dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce, vaginismo o anorgasmia, enuresi

– Nel sistema cutaneo : l’acne, il lupus eritematoso, la dermatite atopica, il prurito, l’orticaria, la secchezza della cute e delle mucose , la sudorazione profusa
E’ risaputo che anche la pelle parla. La pelle non è solo un organo che registra tutte le informazioni dell’ambiente, ma è anche il luogo in cui entriamo in contatto con gli altri. Pensiamo quanto sia importante il contatto fisico per il bambino quando piange , ma anche per l’adulto un abbraccio è uno strumento efficace per allentare la tensione . Anche la pelle, quindi, può comunicare piccoli o grandi traumi non mentalizzati, cioè un dolore che non è stato sufficientemente pensato, percepito ed elaborato.

Cosa può fare lo psicoterapeuta?

Se per questi disturbi sono state escluse delle cause organiche, lo psicoterapia può avere un ruolo importante, che è quello di integrare la mente con il corpo, e di “sciogliere” quelle emozioni croniche negative che hanno trovato la possibilità di esprimersi solo attraverso il sintomo somatico. La neurofisiologia ci dice che le parole possono avere un effetto sul corpo e sul nostro cervello. Una cura attraverso la parola può essere una strategia efficace per vincere la malattia. La sfida a cui sono sottoposti paziente e psicoterapeuta è il superamento di questo aut-aut, mediante il ricongiungimento di aspetti somatici e mentali vissuti in maniera scissa ed espressi in modo sintomatico. In altri termini la sofferenza espressa attraverso il sintomo si riappropria della sua “controparte cognitiva” cioè della possibilità di essere pensata, contenuta e rielaborata attraverso il dialogo con lo psicoterapeuta.

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